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Abbonamento per il gioco online? Ma anche no...
Occupiamoci in questa news di un aspetto del mondo videoludico che, in questi tempi di crisi anche per le software house, sembra prendere sempre più piede; la tendenza a fare in qualche modo pagare all'utente quelli che tecnicamente sono sì servizi aggiuntivi legati al gioco, ma che in pratica diventa naturale ritenere indissolubilmente legati ad esso. In particolare, si riguardano le presunte voci che vogliono vedere, per alcuni dei più diffusi brand di sparatutto, la necessità di un abbonamento per il gioco online, sulla falsariga di quanto già avviene con alcuni giochi di ruolo online come per esempio World of Warcraft. Nella fattispecie ci si riferisce a Call of Duty, probabilmente quello più giocato al momento per quanto riguarda il multiplayer, ma il punto è quello di estendere il discorso ad una buona parte dei titoli, che spesso seguono, se non altro per ragioni di mercato, il modus agendi di quelli di maggior successo, per quanto riguarda le strategie commerciali. Passiamo innanzitutto alla notizia: come ci riporta il sito del nostro network callofdutynetwork.com, c'è stata una dichiarazione:
I portavoce di Infinity Ward e Treyarch hanno dichiarato che nessun capitolo della saga necessiterà di un abbonamento per usufruire del gioco online.
Sono parole che hanno la loro importanza, perché, se un brand che possiede un'online così diffuso come CoD, e che non patirebbe di certo l'eventuale perdita della parte dell'utenza non intenzionata a pagare un servizio in più, decide di non far pagare l'online, a maggior ragione dovrebbero seguire tale via le altre case, al momento costrette ad inseguire per quanto riguarda il numero di giocatori in rete, visto che da tempo la saga CoD occupa saldamente il primo posto nel genere degli sparatutto e il secondo posto assoluto dietro solamente al già citato WoW. In altre parole, stanti così le cose, una casa che decidesse di far pagare l'online per un suo gioco, farebbe probabilmente un buco nell'acqua, in quanto l'utente medio, che già tende a rivolgersi verso il prodotto più diffuso, se insoddisfatto in questo caso avrebbe un incentivo in più a lasciar perdere l'altro titolo, cosa che una casa videoludica di alto livello può difficillmente permettersi in questo periodo di magra per tutti. Discorso che, in particolare, dovrebbe valere per id/Bethesda e i futuri Rage e Doom 4.