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15 ANNI DELLA SERIE QUAKE - 05.08.2011

Ha compiuto 15 anni il 23 giugno scorso la serie Quake, era infatti il 23.06.1996 quando venne rilasciato il primo capitolo di quello che poi sarebbe riuscito a diventare un brand di successo alla pari di Doom. Per l'occasione vi riproponiamo in breve la storia della saga.

Tutto comincia intorno alla metà degli anni '90. Dopo l'enorme successo ottenuto con la saga Doom, che fra il 1993 e il 1995 aveva cambiato il modo di concepire i videogiochi nonché il mondo del virtuale nel suo complesso, la ID Software decise che era giunta l'ora di voltare pagina e di andare oltre con una nuova saga videoludica, sotto l'aspetto tematico simile alla precedente, ma che sotto l'aspetto tecnico introduceva grandi novità. Il 23 giugno 1996 esce così Quake, il primo capitolo della serie, quello che sarà poi chiamato, una volta usciti i capitoli successivi per distinguerlo da essi, Quake I. Le novità più grandi stanno in un nuovo motore grafico che introduce la gestione delle ombre e nella struttura delle mappe. Se in Doom, così come nel suo predecessore Wolfenstein 3D, le mappe erano costruite in 2D, e la terza dimensione era soltanto costituita dalle quote che si davano a soffitto e pavimento di ogni settore (univocamente determinate, pertanto era impossibile costruire un piano sopra l'altro), in Quake le mappe vengono progettate e costruite in tre dimensioni, rendendo possibile creare una più vasta gamma di ambienti e di farlo in maniera più realistica. Può sembrare una sottigliezza tecnica, ma invece è alla base di tutto il mapping degli sparatutto moderni. Sotto l'aspetto multiplayer, oltre che un supporto migliorato per il netgaming, la novità che più si ricorda è rappresentata dalla nuova modalità CTF (Capture The Flag), che, seppur non introdotta nativamente nel gioco ma sviluppata da un team esterno (Threewave) qualche tempo dopo come modifica, sarà destinata a diventare in seguito una delle più note e giocate in rete.
Il gioco ebbe come previsto un grande successo, e l'anno successivo vennero rilasciati due mission pack aggiuntivi, Scourge of Armagon e Dissolution of Eternity; d'altro canto, come per ogni gioco esistono anche moltissimi livelli non ufficiali, creati dai quaker tramite gli editor.

Il 1997 è anche l'anno degli elogi per Quake, riconosciuto da molti come il miglior sparatutto del 1996, ma è soprattutto l'anno dello sviluppo del secondo capitolo della saga, Quake II, che culmina con la sua uscita il 9 dicembre. La prima grande novità di questo secondo capitolo è rappresentata dalla grafica. Per la prima volta in un gioco ID è possibile utilizzare, anche se per ora l'opzione è solo facoltativa, le schede grafiche accelerate 3D. È infatti proprio il 1997 l'anno in cui comincia la grande diffusione delle GPU, diffusione che sarà talmente rapida e repentina che nel giro di qualche anno tutti i giochi ne necessiteranno obbligatoriamente. Risentiti miglioramenti anche per quanto riguarda il gioco multiplayer, nonché nella struttura dell'avventura singleplayer, che anche in termini di trama è del tutto slegata dal capitolo precedente: a differenza di Wolfenstein, Doom e Quake, qui non si tratta di finire semplicemente i livelli arrivando all'uscita, ma ci sono delle quest con obiettivi da compiere, così come è in tutti gli sparatutto moderni, per terminare il livello. Anzi, sarebbe più giusto parlare di gruppo di livelli o di unità, perché Quake II non è propriamente strutturato in livelli: ci sono infatti 9 "unità" contenenti da 2 a 4 livelli ciascuna, tra i quali si può, e spesso si deve per completare gli obiettivi, tornare indietro; una volta terminata l'unità, è però impossibile ritornare all'unità precedente. Anche nella struttura dell'avventura c'è quindi un'importante novità rispetto ai giochi precedenti; struttura che però rimarrà caratteristica unica di questo gioco, dal momento che nei successivi Doom III e Quake IV si tornerà allo schema classico a livelli singoli.
Il 1998 è anno di elogi per Quake II, riconosciuto da tanti come il migliore gioco del suo genere uscito nel 1997, e del rilascio dei due mission pack aggiuntivi, The Reckoning e Ground Zero.

Ma è il 1999 l'anno in cui la saga si consacra definitivamente a pietra miliare del genere degli sparatutto: il 24 novembre esce infatti Quake III Arena, terzo capitolo della saga. Per la prima volta uno sparatutto in prima persona è interamente dedicato al multiplayer: non esiste un'avventura singleplayer come nei capitoli precedenti, lo scopo del single è quello di vincere un certo numero di combattimenti deathmatch contro i bot, avversari controllati dal computer. A proposito, vale la pena citare che c'è una lunga querelle su quale tra questo gioco e Unreal Tournament sia stato il primo sparatutto dedicato solo al multiplayer: non è errato fare la considerazione che UT sia uscito qualche settimana prima di Q3, ma d'altra parte lo sviluppo di Quake pare essere stato leggermente più lungo, e quindi non possiamo sapere effettivamente come stiano le cose, cioè chi sia stato prima a concepire l'idea e ad iniziare a svilupparla. Chiusa questa parentesi, torniamo a parlare di Quake III. Un radicale cambiamento è rappresentato dal livello grafico. Mentre nei precedenti giochi (compreso Quake II con la 3D) il livello grafico migliora lentamente, qui si assiste ad un radicale cambiamento, il dettaglio aumenta incredibilmente e con esso la fluidità delle immagini; qui la scheda grafica accelerata 3D diventa obbligatoria, senza non si gioca. Il motore grafico di Quake III, chiamato id Tech 3, anche se con successivi miglioramenti, sarà alla base dei successivi sparatutto della ID Software o comunque sviluppati su base tecnologica ID per anni, almeno fino allo sviluppo dell'id Tech 4, il motore grafico di Doom III, e anche oltre: i moderni Call of Duty contengono al loro interno ancora parti di questo engine. L'online di Quake III si può ritenere il capostipite degli sparatutto multiplayer moderni, il gioco fece infatti esplodere in maniera definitiva il fenomeno del netgaming: sebbene questo fosse possibile sin da Doom, è sicuramente a questo gioco che dobbiamo molto di ciò che possiamo trovare oggi. Da colui che voleva semplicemente farsi una partita ogni tanto, a colui che partecipava ai tornei con il suo clan, ce n'era per tutti i gusti e la modalità di accesso era semplificata di netto: un paio di click e si era online.
Successivamente vengono anche rilasciate due nuove edizioni del gioco, Quake III: Team Arena e Quake III: Gold, mentre Quake III, così come i due precedenti capitoli della saga a loro tempo, riceve dalle voci più autorevoli in campo videoludico i meritati elogi.

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