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2012 - 19 A.Doom
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RECENSIONE ENEMY TERRITORY: QUAKE WARS - PAGINA 3

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La grafica

Dal punto di vista grafico, c’è un’altra bella chicca. Il “cammino lungo e tormentato verso il fotorealismo” di cui vi parlammo anni fa al momento dell’uscita di Doom III, compie un altro passo in avanti con questo titolo. Sebbene il motore grafico sia direttamente derivato dal Trinity, quello di D3, ci sono alcune innovazioni che sono pane per i nostri occhi. Prima di tutto, la nuova tecnologia MegaTexture, allo studio da un paio di anni e implementata per la prima volta in questo gioco, che permette di realizzare gli sfondi e alcuni ambienti esterni con un’unica, grande, texture, per diversi gigabytes di file sorgente, poi opportunamente compressi. Non mancano poi miglioramenti da “last but not least”, ovvero tecnicamente minori ma che non possono essere assolutamente essere considerati nota a margine, dal momento che influiscono sulla grafica del gioco, creando un ambiente grafico visibilmente innovativo seppur basato sempre sullo stesso motore dei precedenti titoli Doom III e Quake IV.

Il gameplay

Titolo interamente dedicato al multiplayer, Enemy Territory: Quake Wars si configura come specificatamente rivolto al “massive team multiplayer”. Come già detto, con questo termine si indica il multiplayer a squadre di massa, ovvero multigiocatore con un numero elevato di giocatori, sufficientemente elevato da permettere ad ognuno di rivestire un ruolo preciso all’interno della squadra. Sebbene venga lasciato ampio spazio all’intraprendenza personale del singolo giocatore, portante è il gioco di squadra, motore di tutta la dinamica di gioco. Sia per quanto riguarda gli umani che per quanto riguarda gli Strogg, le due fazioni di questa lotta che si ambienta cronologicamente prima di quanto visto in Quake II, ci sono delle classi, e ogni giocatore appartenendo ad una di queste classi ricopre un ruolo ben determinato all’interno del suo team. Dal soldato al medico, dall’ingegnere al riparatore, ogni classe ha i suoi pregi e i suoi difetti, i suoi punti di forza e i suoi punti deboli; sta al giocatore scegliere la classe in cui riesce a giocare meglio e sfruttarne in questo modo tutte le potenzialità contro avversari altrettanto agguerriti. Il gioco si presta particolarmente ai tornei e alle partite fra team organizzati, che in questo modo possono mettere a frutto tattiche e strategie di squadra e confrontarsi su livelli che possono diventare davvero alti. Ma c’è anche tutto lo spazio per il giocatore occasionale, che entrando in una gara può confrontarsi con altri come lui, magari contornando il tutto con un paio di giocatori esperti per squadra in modo da poter partecipare ad una bella sfida equilibrata e che allo stesso tempo non manca di tecnica e di qualche virtuosismo. Esiste una graduatoria mondiale per i giocatori, gestita in maniera centralizzata e basata su punti esperienza, che permette di stilare una classifica sempre aggiornata dei migliori players al mondo e di chi sale e chi scende.

Conclusioni

Questo titolo è appetibile ad un’ampia schiera di appassionati: se siete appassionati del massive team multiplayer, non potete perdervi il primo titolo targato ID e interamente dedicato ad esso; se siete appassionati della saga Quake, questo è un nuovo capitolo che va ad aggiungersi ai quattro ben noti; se vi ha appassionato Enemy Territory: Wolfenstein, questa è la sua naturale evoluzione. In conclusione, se in qualunque modo avete avuto occasione di tangere questo mondo, vi consiglio di dare un’occhiata a questo titolo, perché ne presenta davvero delle belle.


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