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2013 - 20 A.Doom
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RECENSIONE ENEMY TERRITORY: WOLFENSTEIN

Una delle caratteristiche del multiplayer di Return to Castle Wolfenstein più apprezzata da chi "ci vede lontano" è stata la possibilità, seppur ancora sperimentale, di un multiplayer di massa, ovvero un multigiocatore non costituito da partite in modalità classiche come deathmatch o team deathmatch giocate tra un numero limitato di giocatori ed in scenari classici come possono essere mappe dotate di particolari simmetrie o di strutture tipiche, bensì modalità dedicate con molti più giocatori su mappe generalmente molto grandi ed atipiche, come potrebbe più verosimilmente essere un ambiente reale piuttosto che un livello appositamente costruito per sfruttare particolari peculiarità della sua costruzione.
Partendo da tutte queste premesse, la Splash Damage, un team di sviluppo inglese, inizia la realizzazione di un'espansione non ufficiale, che diventerà un vero e proprio gioco stand-alone, scaricabile liberamente e gratuitamente da internet.
Esce così nel 2003 Enemy Territory: Wolfenstein, gioco multiplayer basato su RTCW che sviluppa particolarmente il multiplayer di massa portandolo da branca in nascita del multigiocatore a vero e proprio modo di giocare, alternativo al multiplayer classico.
La grafica è quella di RTCW, quindi basata sul motore grafico di Quake III; ET: Wolfenstein è l'ultimo titolo targato ID Software basato su questo motore grafico, dal momento che dall'anno successivo con l'uscita di Doom III fa il suo esordio il nuovo motore grafico Trinity.
Gli ambienti sono per forza ispirati a Wolfenstein, ma dal punto di vista della giocabilità sono atipici, nel senso che sono qualcosa di diverso dal classico multigiocatore che eravamo abituati a vedere.
L'aspetto del mistero e delle operazioni segrete, caposaldo dell'avventura singleplayer di RTCW, di fatto qui viene meno, lasciando completamente spazio all'aspetto militare delle operazioni di combattimento al fronte, con i due schieramenti (Alleati ed Asse) che si contrappongono in battaglie fino a 32 giocatori, 16 contro 16.
Il successo di questo gioco, scaricato da milioni di giocatori, è stato notevole e sopra le aspettative, tale da far ottenere ai ragazzi di Splash Damage prima l'assegnazione della realizzazione delle mappe multiplayer di Doom III, e in seguito quella di un nuovo gioco stand-alone questa volta però commerciale, basato su un nuovo gioco ID Software in seguito deciso essere Quake IV: quello che sarebbe poi diventato Enemy Territory: Quake Wars.

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